Siamo nel forum Edipo... e di peggio e, sebbene ognuno cerchi di eludere il problema, dobbiamo renderci conto che del peggio qualcuno deve pur farsi carico.
Eccovi perciò una noiosa ma opportuna premessa rivolta ai neofiti come me e finalizzata, per crescere insieme, ad un interscambio delle riflessioni che si fanno di fronte alle prime esperienze di creazione di giochi enigmistici.
Gli esperti, per favore, le ignorino!
Anagrammare una parola è cosa magari noiosa, ma mai difficile. Con qualche tentativo una soluzione si trova facilmente.
Negli anagrammi in versi, perciò, il grosso del lavoro del solutore è quello di identificare con sufficiente attendibilità una qualunque delle parole. L'altra, o le altre, seguono senza grossi problemi.
Per questo motivo io penso che chi crea un gioco dovrebbe porsi due obiettivi:
- studiare una storiella che funzioni (possibilmente divertente) in grado di accogliere le parole che vuole inserirci;
- riuscire ad inserire le parole da anagrammare in frasi tali da determinare un giusto grado di difficoltà per il solutore.
Se, per esempio, scrivessi
acqua in xxxxx! e la parola fosse
bocca nessuno dovrebbe pensarci per più d'un centesimo di secondo. Se invece la frase fosse generica come
aveva una bella xxxxx evidentemente le possibilità si aprono a 360 gradi.
Questo per arrivare alla conclusione che, all'aumentare delle parole anagrammate all'interno di un unico gioco, diventa sempre più difficile questo delicato esercizio di equilibrismo e se provate a costruire, come io ho tentato, un gioco contenente una parola anagrammata 10 volte, scoprirete che c'è sempre qualche indizio che svela più di quanto vorreste.
Concludendo, un decanagramma difficilmente può essere tenuto su un sufficiente livello di difficoltà però, se è spiritoso e ben costruito (come spero), vale comunque la pena di cimentarcivicisivici...............................
DECANAGRAMMAIn parlatorioVivevo allora in una campagna
xxxxxxxx,
era un vero
xxxxxxxx, una landa silenziosa,
facevo l'
xxxxxxxx, avevo un buon successo
e non immaginavo quel che veniva appresso.
Decisi d'
xxxxxxxx un tizio di passaggio,
fu quando t'
xxxxxxxx, ricordi, era di maggio.
Avea con se una cassa, volle vederne il peso,
non ne capii il motivo eppur ho accondisceso.
Solo al mattino dopo, passata la stanchezza
le membra
xxxxxxxx, smaltita anche l'ebbrezza,
quell'uomo mi svelò d'essere un ricercato
volea tentar l'
xxxxxxxx, scordare il suo passato.
Xxxxxxxx il suo bagaglio, chissà perché! l'ignoro!
chiese pane, formaggio ed anche un bel pandoro,
sei pesche
xxxxxxxx, salumi, vino ed altro
quindi verso il confine volse lo sguardo scaltro.
La cassa però, disse, devi portarla tu
e spaventato e ignaro io l'
xxxxxxxx lassù.
Ancora oggi ignoro cosa ci fosse dentro
ma se esco di galera, parola mia, lo sventro!
... e questa è la soluzione
DECANAGRAMMA:In parlatorioVivevo allora in una campagna
pietrosa,
era un vero
sterpaio, una landa silenziosa,
facevo l'
operista, avevo un buon successo
e non immaginavo quel che veniva appresso.
Decisi d'
ospitare un tizio di passaggio,
fu quando t'
operasti, ricordi, era di maggio.
Avea con se una cassa, volle vederne il peso,
non ne capii il motivo eppur ho accondisceso.
Solo al mattino dopo, passata la stanchezza
le membra
riposate, smaltita anche l'ebbrezza,
quell'uomo mi svelò d'essere un ricercato
volea tentar l'
espatrio, scordare il suo passato.
Ripesato il suo bagaglio, chissà perché! l'ignoro!
chiese pane, formaggio ed anche un bel pandoro,
sei pesche
saporite, salumi, vino ed altro
quindi verso il confine volse lo sguardo scaltro.
La cassa però, disse, devi portarla tu
e spaventato e ignaro io l'
esportai lassù.
Ancora oggi ignoro cosa ci fosse dentro
ma se esco di galera, parola mia, lo sventro!
Sol. pvt